Dallo stile classico a quello Vittoriano, passando per Coco Chanel fino agli hashtag di Instagram, la moda è sempre stata, da che se ne ha memoria, specchio della società, tanto da essersi guadagnata, negli anni, una grossa fetta di mercato.

Non è un caso che i grandi brand non abbiano mai patito della recente crisi economica, al contrario di tutti gli altri settori, dal terziario all’agroalimentare: le grandi marche, sempre più popolari, sono state e continuano a essere il simbolo del lusso, del benessere, di un certo status quo ambìto da una grossa maggioranza di persone, che continuano a perpetrare l’aura di fama e misticismo che gira attorno a questo grande business.

E così, i beni che prima venivano considerati di lusso, quindi appannaggio di una cerchia di persone assai ristretta (pensiamo ad esempio a calzature, cravatte, borse, ma anche ai classici capi d’abbigliamento), si ritrovano oggi ad affollare le strade del centro, i parchi, i luoghi pubblici.

L’industria del lusso è cresciuta, benché i suoi prezzi di vendita siano rimasti notoriamente elevati, e il suo sviluppo non è da attribuirsi (solo) a un aumento generale delle condizioni di vita della popolazione, quanto a una sorta di “popolarizzazione” del lusso stesso, favorito anche dal marketing adoperato sui social media.

La moda ha, in maniera quasi fisiologica, fagocitato moltissimi ambiti della vita quotidiana di ciascuno di noi, attraverso il design, parola anglofona coniata di pari passo al processo di industrializzazione che ha invaso l’Europa e che sintetizza il connubio utile-dilettevole di ogni oggetto di uso comune: dallo smartphone al frigo, dagli oggetti di arredo finanche ai mezzi di trasporto, il design di un oggetto è uno di quei fattori che decreta la buona riuscita di un prodotto all’interno del mercato.

Basti pensare agli spot in tv: tutte le automobili delle pubblicità hanno un “design innovativo”, così come tutti gli pneumatici moto oltre alle moto stesse, tutti gli spazzolini elettrici, tutti i televisori, addirittura anche prodotti alimentari come i biscotti e così via.

Non è ovviamente solo una questione di stile, di “dilettevole”, quanto anche di “utile”: come possiamo vedere su questo sito, il design degli pneumatici, specialmente quelli da moto, non è solo un fattore estetico, un vezzo dettato dal gusto o dallo stile in voga, quanto anche (e soprattutto!) dalle caratteristiche del mezzo, come ad esempio la cilindrata, ma anche le necessità del motociclista: esistono pneumatici moto da pioggia, da asfalto, da strada sterrata, da neve e così via.

La differenza fra gli uni e gli altri è data da fattori come le scanalature (più o meno ampie, più o meno profonde, più o meno numerose..), o anche dallo spessore e dalla scelta dei materiali: e così vediamo come il design degli oggetti, dai telefoni alle ruote, cambia al cambiare delle mode, degli stili, ma anche delle necessità di ciascuno, apportando miglioramenti consistenti alla quotidianità di tutti noi.

La moda, nella sua effimera patina lucente, è la voce, più profonda, di una società che cambia, si evolve, assieme ai suoi usi, costumi, tendenze e necessità.