Con l’arrivo degli anni Settanta le donne divengono sempre più emancipate e, a seguito di questa trasformazione, anche la moda cambia rapidamente e vede l’arrivo dei pantaloni a zampa di elefanti e degli hot pants super corti e sensuali che diventano icone di quelle rivoluzione.

La moda degli anni Settanta nasce sulla scia delle lotte avvenute nel decennio precedente ed assume la forma di un vero e proprio movimento culturale. Anti-conformismo e consumismo diventano due facce della stessa medaglia. Abbiamo così pantaloni a zampa di elefante, camicioni larghi e lunghi, tuniche trasparenti, colori sgargianti, fiori giganti, monili di tutti i tipi ed indumenti esotici; gli abiti venivano acquistati a poco ai mercatini dell’usato e per questo erano facilmente accessibili alla maggior parte della popolazione.

Alla moda furono collegate anche le idee politiche di quegli anni: i jeans di marca, occhiali da sole sempre e solo Ray Ban e stivaletti erano associati ai giovani di destra. A sinistra invece si usavano jeans sdruciti, occhiali economici, maglioni fuori taglia e borse a tracolla in cuoio naturale.

Anche le sfilate cambiarono stile, dalle passerelle di moda quotidiana si passa a veri e propri eventi mondani, sfarzosi ed eleganti, classici dell’alta moda che conosciamo oggi.

Negli Stati Uniti raggiungevano la fama in quegli anni Ralph Lauren e Calvin Klein con le loro linee dedicate all’eleganza casual sia femminile che maschile.

Sempre in questi anni Londra si fece nuovamente portavoce dei movimenti giovanili: nel 1976 nacque il punk, lo stile che si definiva come un rifiuto dei canoni della moda stessa e delle regole il cui abbigliamento era costituito da vestiti strappati, pantaloni laceri, Dr. Martens e catene al collo.